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Manico dritto, ergo, o pala anticipata ? Facciamo chiarezza

Le pagaie da torrente sono di diversa tipologia ed esistono molti modelli e forme differenti, tuttavia sono 3 le macro-categorie:

  • Manico dritto
  • Manico Ergo/Storto
  • Pala anticipata
PALA ANTICIPATA – MANICO ERGO – MANICO DRITTO

Vediamo insieme in questa tabella quali sono le differenze principali :

MANICO DRITTO MANICO ERGOPALA ANTICIPATA
PESOLeggera.Nettamente più pesante del manico dritto.Leggermente più pesante della pagaia con manico dritto e pale standart.
COSTOLa più economica.Dispendioso. Il prezzo alto è dovuto alla complessità della costruzione del manico .Simile a una pagaia con pale standart.
UTILIZZOBisogna saper impugnarla bene, ma per il resto è semplice .La pagaia più semplice da utilizzare se non si sa impugnare bene il manico o si ha problemi ai polsi.Oltre a saperla impugnare bene può creare qualche problema per i neofiti. La pala anticipata tende a ruotare appena si molla la presa. Di conseguenza risulta facile affaticare gli avambracci.
PERFORMANCELa pagaia in assoluto più performante.Non molto performante.Performante come una pagaia a manico dritto standart , tenendo conto però di quanto detto sopra. Probabilmente ci si deve abituare prima di riuscire a sfruttarla al massimo.
POSIZIONE MANIMassima libertà di spostare l’impugntura su tutta la lunghezza del manico.Posizione vincolata dovuta alla porzione del manico angolata . Massima libertà di spostare l’impugntura su tutta la lunghezza del manico.
PALA ANTICIPATA – MANICO ERGO – MANICO DRITTO

Conclusioni:

Da come si evince dalla tabella la pagaia con manico dritto resta la soluzione più adatta a tutti. Per togliersi ogni dubbio consigliamo di provare tutte le soluzioni, solo così si potrà fugare ogni dubbio. Ci sentiamo inoltre di dire che in caso di incertezza, optare sempre per una pagaia classica a manico dritto.

Buone pagaiate!

Pagaia Vertigo manico dritto – Filippo Brunetti – Norway


Pagaia consigliata da Nereus Sport :

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Come indossare correttamente la maglia termica sotto la giacca d’acqua ?

L’immagine parla chiaro, quando si indossa la maglia termica bisogna portarla distante almeno a 5 cm dal polso, solo successivamente si può indossare la giacca d’acqua.

Un trick per evitare di trovarsi bagnati sopratutto nella zona dei gomiti , la maglia posizionata male può assorbire un gran quantitativo d’acqua per capillarità creando una situazione non delle migliori.

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Recensione Exo Kayak TREX

Exo Kayak TREX L

La T-REX è un kayak da torrente prodotto dalla Exo Kayak, azienda italiana leader nella produzione di imbarazioni in polietilene.

L’obiettivo di Exo Kayaks era di produrre una barca tosta, senza compromessi, ideale per i Creek ripidi, fiumi di grandi volumi nonché per le gare di alto corso.

Marco Babuin -TREX durante gli EKSTREME SPORT VEKO 2019 (NORVEGIA) -Foto di Filippo Brunetti

Progettazione:

Come altri progetti Exo Kayaks la T-Rex  è stata completamente disegnata attraverso un processo di progettazione al computer, che include un’incredibile quantità di simulazioni via software dei comportamenti del modello in ambienti acquatici differenti.

Prima del modello definitivo Exo ha inoltre prodotto tre diversi prototipi in modo da perfezionare al massimo il kayak.

Anche la parte di produzione del kayak è stata ottimizzata per garantire un kayak solido e robusto ma allo stesso tempo leggero.

Esterni:

Le cinque maniglie sono in robusta plastica con anima in metallo, perfettamente inserite nel kayak per una resistenza eccellente.

L’estremità del pozzetto ha dei fori per facilitare lo svuotamento del kayak, senza dover aprire il classico tappo di svuotamento posto in coda.

Interni :

Come gli altri modelli EXO  anche la T-Rex  è dotata di un allestimento facile da regolare.

Nella parte anteriore sulla centina in plastica sono presenti due comodi porta borraccia/corda, inoltre è stata ricavata una maniglia estremamente utile per il trasporto su spalla del kayak.

La pedaliera oltre ad avere i classici supporti in alluminio scorre dentro a due binari ricavati dalla centina, soluzione che garantisce grande solidità al kayak. Questa soluzione va quasi ad azzerare la possibilità che il kayak si deformi in caso di incastro, creando così una vero e proprio guscio protettivo per gli arti inferiori. Probabilmente l’unico brand ad usare questa ingegnosa soluzione

Nella parte posteriore è presente una centina di espanso per garantire solidità ma al tempo stesso leggerezza.

Il pozzetto è “basso” per agevolare i movimenti del corpo, mentre la particolare forma dei robusti  premi cosce garantisco un controllo perfetto del kayak.

Come va:

Dalle prime pagaiate si percepisce subito la facilità di utilizzo disarmante della TREX.

Il continuo rocker insieme ad una coda piatta consentono un facile BOOF, senza compromettere la velocità della barca. I fianchi arrotondati conferiscono stabilità e rendono la barca maneggevole, facile anche in velocità; fare cambi di direzione è  estremamente facile.

 Lo scafo superiore è ottimizzato per un riaffioro in superficie ottimale e prevedibile.

 Nonostante la grande dimensione della T-Rex L , grazie alla sapiente distribuzione dei volumi, si ha l’impressione di pagaiare una barca più piccola, ma il beneficio del volume si fa sentire non appena ci sarà il bisogno.

Marco Babuin -TREX in fase aerea! (Rio Infernigno-Brasile) -Foto di Filippo Brunetti

Misure:

Sono disponibili due taglie in modo da soddisfare tutte le diverse esigenze.

TREX L

LUNGHEZZA 270cm

LARGHEZZA 66,5cm e

VOLUME 345litri

PESO 21Kg

PESO CANOISTA 70/100Kg


TREX S

LUNGHEZZA 264cm

LARGHEZZA 65cm e

VOLUME 300 litri

PESO 20Kg

PESO CANOISTA  max 70Kg

Conclusioni:

La TREX è perfetta sia per  principianti  sia per gli  appassionati di gare d’alto corso, un kayak veramente per tutti. Bisogna solo scegliere la taglia corretta in base al proprio peso e al tipo di utilizzo che se ne vuole fare.

Marco Babuin -Norway-Foto di Filippo Brunetti

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Muta o tuta stagna ? Quali sono le differenze?

Che si parli di Kayak, Sup, Canyoning, Vela o Soccorso Fluviale sono due le soluzioni di vestiario integrale, la muta e la tuta stagna, più comunemente “Drysuit”.

Materiale differente, cosa comporta…

La muta è una seconda pelle in neoprene mentre la tuta stagna è un indumento non aderente che però isola perfettamente dall’ambiente esterno.

In questi ultimi anni l’evoluzione dei tessuti e delle tecnologie hanno portato a diminuire drasticamente l’utilizzo delle mute in neoprene, tranne per il Canyoning dove trova ancora spazio per la particolarità di questa disciplina. Per esempio nelle zone dove le forre formano scivoli naturali o situazioni dove gli urti sono la normalità la muta è da preferire, ma per tutti gli altri utilizzi la tuta stagna è la protagonista.

Dubbi e pareri

Alcune persone sono schive all’utilizzo delle tute stagne, per paura che si rompano e di diventare pericolose. Anche se non sono del tutto infondate queste convinzioni, le cose sono cambiate dalle prime tute stagne di 30 anni fa. Sapendo scegliere prodotti di qualità e utilizzandoli in modo corretto la sicurezza è totale.

Una tuta stagna da torrente deve essere robusta e avere buoni rinforzi nelle zone di usura (gomiti, seduta, ginocchia) è quasi d’obbligo, mentre per un utilizzo su acque calme può essere anche più leggera.

Due soluzioni  diverse, tutto quello che c’è da sapere :

Muta umida Tuta Stagna
PREZZO Da 200€ circa Da 450€ circa
MATERIALE NEOPRENE LAMINATO
GESTIONE ROTTUREPuò essere utilizzata anche in presenza di piccole rotture/buchi. La riparazione è spesso semplice e si può sistemare autonomamente.Non è possibile utilizzarla! Può diventare pericolosissima. Va categoricamente inviata in casa madre per una riparazione a regola d’arte.
GALLEGGIAMENTOIl neoprene ha una importante spinta di galleggiamento che si va ad aggiungere a quella di un eventuale aiuto al galleggiamento (salvagente)Nessun galleggiamento (eventuale aria all’interno è da fare uscire appena si indossa la tuta stagna). Consigliato l’uso di un adeguato aiuto al galleggiamento in base alla attività svolta.
CONTATTO CON L’ACQUAIl contatto con l’acqua è parziale ma il neoprene mantiene la temperatura del corpo.Isolamento totale dall’acqua, tranne sui punti non protetti (solitamente testa e mani). Questo consente l’utilizzo in sicurezza anche in acque contaminate.
PROTEZIONE  DAGLI URTIHa una funzione protettiva in caso di urti di piccola-media entità. Non da nessuna protezione contro gli urti, si possono eventualmente indossare delle protezioni esterne o interne. In caso di utilizzo protezioni interne verificare che la tuta stagna abbia dei rinforzi in Cordura, altrimenti si danneggerà facilmente.
COMFORTDifficoltà e resistenza nei movimenti. L’affaticamento sarà maggiore. Libertà dei movimenti ai massimi livelli. Perfetta soprattutto per utilizzi prolungati.
TERMOREGOLAZIONEFacilmente ci si può trovare in iper sudorazione. In caso di sosta e muta bagnata il vento potrà raffreddarvi in pochi minuti!Termoregolazione ottimale grazie alle membrane traspiranti, abbinata a un abbigliamento termico adeguato alla stagione.
UTILIZZIUtilizzo limitato in base allo spessore del neoprene (es. un 6mm di spessore non andrà mai bene in caso di temperature alte e un 3mm non andrà bene con temperature basse)Range di utilizzo ampio in base al tipo di abbigliamento termico indossato.  Le prestazioni sono  proporzionali alla qualità e caratteristiche dei tessuti. Verificare sempre la qualità dei tessuti, per esempio i dati inerenti alla impermeabilità e traspirabilità.
BISOGNI FISIOLOGICISpesso è impossibile fare i propri bisogni fisiologici indossando una muta.Permette quasi sempre di fare con facilità i propri bisogni fisiologici, questo vale anche per le donne se utilizzano Drysuit disegnate appositamente per i gentil sesso. Un vantaggio da non trascurare soprattutto per attività che durano molte ore.

Conclusioni

Possiamo capire che la tuta stagna è da preferire per chi passa più tempo fuori dall’acqua o comunque non immerso continuamente. Per esempio in kayak-vela e Sup sicuramente è la scelta migliore. La muta umida invece è consigliata per chi fa Canyoning ed è agli inizi o per alcuni operatori del Soccorso Fluviale, in ogni caso è una scelta che dipende da che utilizzo si deve fare tenendo conto di quanto descritto sopra.

Disponibile anche un nostro video inerente all’argomento :

TESTO DI  : MARCO BABUIN