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Da dove entra l’acqua nella Drysuit?

Esistono molti tipi di Drysuit, ogni modello è perfezionato per un uso specifico. Le prestazioni sono differenti sia per tipologia di modello sia per la diversa qualità dei prodotti.

Un problema però le accomuna tutte, le tute stagne fanno acqua! O meglio non è raro trovarsi umidi o addirittura bagnati.

Ma come, non dovrebbero essere stagne?!

Le tute stagne per essere veramente stagne al 100 % dovrebbero essere ” incollate” alla nostra pelle, quindi con nessuna si potrà mai raggiungere un isolamento totale. Questo non significa che è impossibile non bagnarsi ma ci saranno sicuramente delle situazioni dove l’acqua anche in minima parte potrà entrare. Per fare un esempio banale, pensiamo di andare con il collo sotto al getto di una cascata, la pressione dell’acqua sarà sicuramente superiore alla tenuta elastica di un collo di lattice o altri materiali.

Può capitare che già al primo utilizzo la drysuit “faccia acqua” ma questo non può dipende dalla Drysuit, almeno se è di un marchio Premium. I brand di alta gamma testano ogni pezzo singolarmente prima della commercializzazione, il test consiste nel gonfiare la tuta tappando con dei recipienti i polsi e il collo. Se rimane gonfia come un palloncino per alcune ore allora è approvata.

Test Drysuit eseguito dalla Sandiline (traglia XXXL 🙂 )

Fatte queste premesse scopriamo quali sono i trucchi e le precauzioni da adottare per uscire asciutti dalle nostre bellissime Drysuit.

Polsini e Collo:

Le Drysuit nuove solitamente a parità di taglia hanno polsini e collo “sotto dimensionati”, questo per far si che anche le persone alte e magre riescano ad avere una tenuta adeguata. La maggior parte delle persone dovranno deformare o tagliare il lattice per adattarlo alle proprie esigenze. Per una procedura di regolazione corretta si può visionare questo video.

  • Un polsino/collo tagliato troppo non garantirà una tenuta ottimale–> Necessaria sostituzione polsini/collo con un paio nuovo
  • Alcune persone hanno i polsi molto piccoli(raro) –> Necessaria sostituzione polsini con taglia inferiore
  • Alcuni quando chiudono la mano creano una “canale” che favorisce l’ingresso dell’acqua, formato dai tendini che scorrono sulla zona del polso–> Necessaria sostituzione polsini con taglia inferiore
Canale che consente all’acqua di farsi spazio ed entrare nella Drysuit.
  • Posizionamento errato dell’abbigliamento termico sotto i polsini, prima di indossare la Drysuit bisogna tirare su di qualche centimetro le maniche della maglia termica. Altrimenti per capillarità farà entrare un sacco di acqua dentro alla Drsyuit–>sistemarsi la maglia termica per risolvere il problema!
maglia termica sotto giacca d'acqua
Come posizionare la maglia termica correttamante
  • Per tutti questi problemi derivati dai polsini, il sintomo comune è quello di trovarsi entrambi gli avambracci bagnanti a termine dell’ attività in acqua. In alcuni casi l’acqua può arrivare a bagnare tutte le braccia e oltre, tutto dipende da quanta acqua entra.

Cerniere stagne :

Le cerniere stagne garantiscono prestazioni eccellenti, per fare un esempio le Drysuit Sandiline utilizzano le TIZIP MasterSeal che resistono a pressioni sotto acqua fino a 50 metri di profontidà. Caratteristiche che vanno ben oltre a quelle richieste per utilizzi in Kayak, Vela,Soccorso Fluviale, Canyoning ecc. Nonostante le prestazioni eccellenti delle cerniere, spesso sono la causa dell’entrata dell’acqua nelle nostre Drysuit.

  • Un classico è fare pipì sfruttando la cerniera frontale e dimenticarla aperta (azione pericolosissima)
  • A causa di una scarsa manutenzione quando si pensa di aver chiuso la cerniera in realtà il fine corsa non corrisponde con la chiusura completa——>Lubrificare la parte terminale della cerniera
  • Quando ci si fa aiutare nel chiudere la cerniera posteriore verificare la corretta chiusura

La manutenzione delle cerniere è spesso un tema trascurato ma molto importante, consiglio vivamente di leggere questo articolo .

Tessuto e termosaldature :

I tessuti delle Drysuit sono di diverso tipo e nonostante le migliori abbiano anche dei rinforzi in Cordura si possono bucare o danneggiare.

  • Buchi dovuti a rovi, bastano per fare entrare l’acqua ma di difficile localizzazione—–>riparazione consigliata in casa madre.
  • Buchi nei calzari della Drysuit dovuti allo sfregamento di sabbia/sassolini tra la scarpa e il calzare, a volte fanno acqua anche senza essere apparentemente bucati. —->necessario sostituzione/riparazione calzari dalla casa madre.
Calzare tuta stagna: zona di possibile usura
  • Buchi nei calzari dovuti allo sfregamento delle unghie dei piedi con il tessuto. Tagliarsi le unghie regolarmente e utilizzare sempre dei calzini tecnici, non mettere mai i piedi a contatto diretto con il calzare della tutta stagna! Questa problematica è più comune tra le guide rafting dove la sollecitazione dei piedi è più elevata.

Consiglio: Utilizzare tra la drysuit e le scarpe un paio di calzari in neoprene 0,5mm protettivi. In questo modo si può stare davvero tranquilli, proteggendo al meglio la nostra preziosa tuta stagna.

Test: In caso di dubbio si può riempire d’acqua i calzari e vedere se riescono a mantenerla dentro oppure se fuoriesce. In questo modo sarà più semplice verificare eventuali perdite. Ricordarsi che i calzari potranno essere umidi/bagnati anche se sono in condizioni perfette, questo perchè l’acqua per gravità tenderà sempre ad andare basso. Stesso discorso se ci troviamo la zona del sedere bagnato in kayak, l’acqua potrebbe arrivare dalle ginocchia fino a tutta la parte superiore del corpo.

  • Termosaldature divelte o non più aderenti, può capitare a causa di un cattivo utilizzo o una scorretta manutenzione, o più semplicemente da usura. Le termosaldature temono il sole diretto e le temperature alte in genere (non lavare mai in lavatrice a più di 30°).—–>riparazione consigliata in casa madre
Termosaldatura sollevata: da questo punto l’acqua potrà entrare.
Termosaldature in ottime condizioni.
  • Delaminazione del tessuto: i laminati sono composti da strati uniti tra loro, può capitare che con un utilizzo intenso il tessuto andando in tensione con il tempo si delamini facendo entrare l’acqua. Solitamente questo avviene utilizzando una taglia troppo piccola,oppure per difetti o sfinimento del tessuto.. La delaminazine può essere causata anche da reazioni chimiche con detersivi o dalla cattiva manutenzione in generale. Consiglio di vedere questo video per un lavaggio corretto.—–>per questi problemi la riparazione non è sempre possibile, consultare la casa madre.
Delaminazione tessuto in Gore-Tex (nella prima foto la delaminazione è esternamente, mentre nella seconda internamente)

Sudorazione e abbigliamento termico :

Le tute stagne hanno caratteristiche tecniche molto diverse tra loro, in base alla destinazione di utilizzo hanno tessuti più o meno traspiranti e impermeabili. Queste caratteristiche sono molto importanti è interagiscono con il nostro corpo e gli indumenti termici che utilizziamo. Per fare chiarezza su questo argomento potete approfondire con questo articolo.

  • Sudorazione: Il nostro corpo per mantenere stabile la temperatura corporea utilizza il meccanismo della sudorazione, se la sudorazione è elevata oppure persiste per molto tempo qualsiasi tessuto arriverà nella situazione di “debito di traspirazione“. Ovvero non sarà in grado di fare uscire tutto il nostro vapore acqueo in eccesso, accumulandolo sotto forma di liquido dentro alla tuta stagna.
  • Idrorepellenza: Ogni tessuto impermeabile solitamente ha almeno un trattamento idrorepellente, per capirci è quel simpatico effetto gocciolina che si verifica quando un prodotto è nuovo. Il trattamento ha una durata molto limitata e va rinnovato con prodotti appositi. Se non si rinnova si perderà fino al 70% di traspirabilità , l’acqua si appoggerà sul tessuto creando una barriera con l’esterno. Di conseguenza il sudore si accumulerà dentro alla Drysuit. Attenzione : il trattamento idrorepellente ripristina la traspirabilità e non l’impermeabilità.
Tessuto impermeabile con trattamento idrorepellente ancora attivo.
  • Abbigliamento termico: L’importanza della tipologia e della qualità dell’abbigliamento termico utilizzato è importante tanto quanto la tuta stagna , esso deve interagire in maniera ottimale con la membrana. Utilizzare sempre maglie e pantaloni di qualità e di diversa capacità termica in base alla stagione, non indossare mai due maglie altrimenti oltre a risultare scomodo andrà a spezzare tutto il meccanismo di termoregolazione. Molte persone utilizzano maglie termiche di bassa qualità come quelle della famosa multinazionale sportiva francese, quelle sono perfette per trattenere il sudore, garantendo una sensazione di bagnato e freddo in caso di sosta. Trovarsi veramente molto bagnati sarà altamente facilitato da questi indumenti. Per capire quanto è grave, e come se una persona comprasse una Ferrari (la drysuit) e poi mettesse le ruote di un trattorino taglia erba(indumenti termici scadenti), le prestazioni non saranno quelle di una Ferrari ma quelle di un taglia erba o quasi. Anzi no, quello almeno taglia l’erba 🙂 Certamente è un esempio estremo ma è assolutamente vero simile.
  • Il Neoprene non va mai indossato sotto gli indumenti stagni, oltre a spezzare il meccanismo della termoregolazione sarà controproducente sotto qualsiasi punto di vista.

Conclusioni :

Come sempre una manutenzione corretta e la base di tutto, inoltre i meccanismi di termoregolazione, traspirabilità, impermeabilità, idrorepellenza sono molti complessi, bisogna comprenderli e sfruttarli a nostro favore!

Buone pagaiate! Al caldo e asciutto 🙂

kayak portugal
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